martedì 7 luglio 2015

Adotta un... maestro

Negli ultimi anni sono andate progressivamente aumentando le richieste di aiuto che arrivano all’OPAM e che riguardano il sostegno agli insegnanti (stipendi, formazione, aggiornamento…). Le ragioni sono diverse, ma hanno in comune la consapevolezza di quale sia il ruolo fondamentale degli insegnanti per lo sviluppo di un Paese e di quanto invece la dignità di questa figura sia offesa in molte parti del mondo. In alcuni Paesi dove l’insegnamento è gratuito (almeno sulla carta) gli insegnanti ricevono stipendi da fame e con mesi di ritardo.
Il ricorso allo sciopero è un’arma pericolosa là dove dilaga la corruzione e lo stato calpesta i diritti del proprio popolo. Molti sono costretti perciò ad abbandonare l’insegnamento e cercare un lavoro diverso per poter garantire una vita dignitosa alle proprie famiglie. Altri, pur di salvare la scuola e garantire ai giovani un futuro, vivono nella miseria, accontentandosi di ciò che le famiglie dei loro alunni riescono a donare, in denaro o in natura. Altri invece si barcamenano come possono, facendo ricorso a sistemi non sempre ortodossi per mantenere il posto e insieme cercare un guadagno per vivere.
Accade a volte che, affinché un insegnante possa avere alla fine del mese uno stipendio accettabile, si debbano riempire le aule di un numero assurdo di ragazzi, anche oltre i 100 alunni per classe.

domenica 1 febbraio 2015

Chi apre la porta di una scuola chiude una prigione

Presentiamo due testimonianze provenienti da Paesi distanti e diversi fra loro ma uniti dalla drammaticità della situazione carceraria in un contesto di povertà.Molti dei carcerati sono minori e vivono in condizioni disumane insieme ad adulti. Si finisce in carcere spesso per fame e si esce dal carcere, dopo aver acquisito un addestramento da parte di malavitosi, pronti per essere “arruolati dalla delinquenza locale. L’istruzione si è dimostrata lo strumento fondamentale per restituire alla società persone che, riconquistata la dignità perduta, possono mettere a servizio della società i loro talenti. Grazie per quanti comprendendo l’importanza di questi progetti hanno contribuito al raggiungimento di traguardi cosi importanti. Buona lettura.


domenica 1 dicembre 2013

Le "devadasi", da danzatrici sacre a prostitute bambine

Tempo fa l'India ha lanciato, primo paese asiatico, una sonda spaziale verso Marte, fra qualche polemica, confermandosi un paese dal grande fascino ma dalle mille contraddizioni: dai primati nelle scienze, dall'economia in forte sviluppo, dall'essere stato culla di grandi religioni, dal patrimonio di una grande diversità culturale ai fenomeni di fanatismo religioso e di odio sociale, alla povertà assoluta di gran parte della popolazione, al sistema delle caste, al permanere di tradizioni e riti antichi. Quasi emblematico e rappresentativo è il cosiddetto "sistema devadasi": originato da un culto Indù molto antico legato soprattutto ai riti propiziatori della fertilità e della prosperità, esso è ancora praticato in alcuni stati del sud dell’India, anche se è stato messo fuori legge, ormai degradato al solo aspetto sessuale più deteriore e privo dello spirito originario, religioso e artistico.

venerdì 1 giugno 2012

Educazione all’umanità: signor Ministro che Le pare?

Scorrendo le pagine dei giornali OPAM alla ricerca del pensiero originale di Don Carlo, da cui è scaturita la sua Opera, mi sono imbattuto in una curiosa proposta formulata, secondo il suo stile schietto, in forma diretta e provocatoria. Nel N.2 di febbraio 1987 Don Carlo apriva il suo Editoriale dal titolo: Conoscere i popoli per amarli, con questo interrogativo: “Signor Ministro della Pubblica Istruzione, che Le pare di un’ora obbligatoria nelle scuole sull’“Educazione all’umanità?” La cosa mi incuriosì e mi lasciai catturare dal suo ragionamento coinvolgente e lineare
Partendo dalla constatazione che le grandi invenzioni del secolo hanno profondamente cambiato la società, offrendo opportunità impensabili di ricchezze spirituali, culturali, economiche e sociali ai giovani, Don Carlo si poneva la domanda se tutto questo sarebbe stato positivo o malefico. La sua risposta è netta: “Dipenderà dall’educazione che avranno ricevuto. Un’educazione che non può essere contenuta nel recinto del vecchio ovile, ma va estesa fino a toccare gli ultimi confini del nostro pianeta e superarli. Così si conoscerà di più l’uomo in sé per poi rispettarlo come persona ed amarlo come fratello, dovunque esso si trovi, qualunque sia la diversità dei colori della pelle, delle tradizioni, delle credenze e della lingua. Dal rispetto e dall’amore nascerà spontaneo il bisogno della solidarietà tanto nel darla che nel riceverla. E sarà proprio questo nuovo spirito di solidarietà, intesa come condivisione dei beni, primo fra tutti quello del “sapere” che cancellerà dal cuore dell’uomo egoismi, rancori ed odi e farà nascere una nuova umanità fatta di esseri ragionevoli e non di belve feroci. […] 

giovedì 1 dicembre 2011

Il maestro: una figura da rivalutare

Avevo una venerazione per la mia maestra delle elementari. Quel che diceva era sacro per me e guai se qualcuno si azzardava a dire che aveva fatto qualcosa che non andava bene! A tal punto che in seguito, nonostante una laurea in matematica che mi apriva grandi sbocchi di lavoro e di carriera, ho scelto di fare l'insegnante di scuola media inferiore, l'attuale secondaria di 1° grado, proprio per dedicarmi a quell'età difficile in cui il confine fra l'infanzia e l'adolescenza è molto labile. Ma che fatica! Quanto tempo ho utilizzato per creare fra me e gli studenti quel rapporto di fiducia, che è la base per un apprendimento significativo. Perché non è affatto scontato che gli alunni e i loro genitori si fidino dell'insegnante; anzi, con il passare degli anni si è perduto sempre più, nel sentire comune, il rispetto verso la figura del docente, verso il suo ruolo di formatore.

venerdì 1 ottobre 2010

Dal diamante alla grafite ... viaggio di ritorno dall'inferno

La triste realtà dei "bambini minatori" nella Rep. Dem. del Congo

"Dai diamanti non nasce niente..." queste le parole di una famosa canzone di Fabrizio De André... ma purtroppo non sempre questo è vero, soprattutto se, fuor di metafora, ci si riferisce a quelle pietre spesso usate come simbolo di "eterno amore". E invece dai diamanti continuano a nascere guerre.
Protocolli internazionali, come quello  di Kimberley (*), sono nati proprio per assicurare la tranciabilità della provenienza di queste gemme preziose. Tali norme dovrebbero servire a bloccare il commercio dei diamanti provenienti da zone di conflitto armato e che serve a finanziare il traffico d'armi e a mantenere le guerre stesse.  Ma lo scandalo continua. La legislazione c'è ma spesso resta disattesa. Oltre il protocollo di Kimberley, altre normative internazionali cercano  di tutelare non solo la tracciabilità della provenienza dei diamanti ma anche i diritti dei minori: cfr. l'art. 19 della Convenzione sui diritti del fanciullo (CRC), art. 15 della Carta africana sui diritti e il benessere del bambino, la Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sulle forme peggiori di lavoro minorile e gli art. 3 e 6 del Codice congolese del lavoro, che risulta essere uno dei più avanzati in termini di prevenzione del lavoro minorile. Purtroppo però queste norme restano spesso unicamente sulla carta e vengono riesumate solo in occasione delle giornate mondiali per l'infanzia. Si calcola che oltre 43 mila bambini lavorino nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo.